ORARIO SANTE MESSE ESTIVO

LUNEDÌ, MERCOLEDÌ, VENERDÌ ALLE ORE 8:00 IN CRIPTA

MARTEDÌ GIOVEDÌ ALLE ORE 18:30 IN CRIPTA

SABATO  PREFESTIVO ALLE ORE 18:30 IN CHIESA

DOMENICA ALLE ORE 8:30 - 11:00 - 18:30 IN CHIESA

(ORARI PER LE ALTRE CHIESE DI ZONA PASTORALE)

Gli ambienti della chiesa e della cripta di San Girolamo sono stati sanificati da una ditta specializzata secondo le norme in vigore nell'attuale emergenza sanitaria. La sanificazione generale verrà periodicamente ripetuta dalla stessa ditta, mentre un gruppo di volontari provvede alla sanificazione dopo ogni celebrazione.

Le disposizioni per le celebrazioni liturgiche nella chiesa di San Girolamo:

le   notizie pubblicate precedentemente

In questi giorni

abbiamo ricominciato ad incontrare bambini e ragazzi dei gruppi di catechismo in presenza, ritrovandoci assieme ai loro genitori nel piazzale della Casa parrocchiale, nella stretta osservanza delle normative sanitarie in vigore, per un momento di saluto, un gioco (mantenendo le distanze previste e indossando le mascherine) e un momento di preghiera conclusivo. Continuano con gli adulti i ritrovi per colloqui personali o a piccoli gruppetti, nel desiderio di condividere le domande sul senso del vivere provocate dalla realtà della pandemia, alla ricerca di chi si lascia ferire dalla realtà e riscopre l'abisso del desiderio infinito che costituisce la nostra umanità.

papa francesco: la vera profezia

È vera profezia non il proclama “Vogliamo una Chiesa profetica”, ma il “lasciarsi provocare da Dio”. Non abbiamo bisogno di “progetti pastorali efficienti”, ma di “innamorati di Dio”.

Omelia, 29 giugno.

          I nostri Apostoli sono stati provocati da Gesù. Pietro si è sentito chiedere: “Tu, chi dici che io sia?” (cfr. Mt 16,15). In quel momento ha capito che al Signore non interessano le opinioni generali, ma la scelta personale di seguirlo. Anche la vita di Paolo è cambiata dopo una provocazione di Gesù: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» (At 9,4). […] Dunque, la profezia nasce quando ci si lascia provocare da Dio. […] A me fa dolore quando sento proclamare: “Vogliamo una Chiesa profetica”. Bene. Cosa fai, perché la Chiesa sia profetica? Servono vite che manifestano il miracolo dell’amore di Dio. […] Abbiamo bisogno della gioia per il mondo che verrà; non di quei progetti pastorali che sembrano avere in sé la propria efficienza, come se fossero dei sacramenti, progetti pastorali efficienti, no, ma abbiamo bisogno di pastori che offrono la vita: di innamorati di Dio. Così Pietro e Paolo hanno annunciato Gesù, da innamorati. Pietro, prima di essere messo in croce, non pensa a sé ma al suo Signore e, ritenendosi indegno di morire come Lui, chiede di essere crocifisso a testa in giù. Paolo, prima di venire decapitato, pensa solo a donare la vita e scrive che vuole essere «versato in offerta» (2 Tm 4,6). […] Questa è profezia, la profezia che cambia la storia.


Angelus, 29 giugno

          Gesù dice Tu sei beato a Pietro che gli aveva detto Tu sei il Dio vivente. Qual è allora il segreto di una vita beata, qual è il segreto di una vita felice? Riconoscere Gesù, ma Gesù come Dio vivente, non come una statua. Perché non importa sapere che Gesù è stato grande nella storia, non importa tanto apprezzare quel che ha detto o fatto: importa quale posto gli do io nella mia vita, quale posto do io a Gesù nel mio cuore. È a quel punto che Simone si sentì dire da Gesù: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». Non fu chiamato “pietra” perché era un uomo solido e affidabile. No, farà tanti sbagli dopo, non era tanto affidabile, farà tanti sbagli, arriverà pure a rinnegare il Maestro. Però scelse di costruire la vita su Gesù, la pietra; non – dice il testo – su “carne e sangue”, cioè su sé stesso, sulle sue capacità, ma su Gesù, che è la pietra.


Udienza generale, 24 giugno.

         Pensiamo a Davide. Santo e peccatore, perseguitato e persecutore, vittima e carnefice, che è una contraddizione. Davide è stato tutto questo, insieme. E anche noi registriamo nella nostra vita tratti spesso opposti; nella trama del vivere, tutti gli uomini peccano spesso di incoerenza. C’è un solo filo rosso, nella vita di Davide, che dà unità a tutto ciò che accade: la sua preghiera. […] Davide ci insegna a far entrare tutto nel dialogo con Dio: la gioia come la colpa, l’amore come la sofferenza, l’amicizia quanto una malattia. Tutto può diventare parola rivolta al “Tu” che sempre ci ascolta.

papa francesco: Siamo tutti dei poveracci a cui Dio ha dato un nome nuovo

Brani proposti nell'aggiornamento precedente del sito:

Nella lotta corpo a corpo con Dio ci sorprendiamo come “poveracci”, guardati con misericordia. Non sono i nostri limiti e peccati a definirci, ma il nome nuovo che ci dà il Signore.

Nessuno è escluso da questo sguardo.

LA LOTTA DI GIACOBBE CON DIO, Udienza generale, 10 giugno.

Giacobbe lottò per tutta la notte (cfr. Gen 32,23-33), senza mai lasciare la presa del suo avversario. Alla fine viene vinto, colpito dal suo rivale al nervo sciatico, e da allora sarà zoppo per tutta la vita. […] Per una volta Giacobbe non ha altro da presentare a Dio che la sua fragilità e la sua impotenza, anche i suoi peccati. […] Dio ha salvato ciò che era perduto. Gli ha fatto capire che era limitato, che era un peccatore che aveva bisogno di misericordia e lo salvò. […] Tutti quanti noi abbiamo un appuntamento nella notte con Dio, nella notte della nostra vita, nelle tante notti della nostra vita. […] In quella stessa notte, combattendo contro l’ignoto, prenderemo coscienza di essere solo poveri uomini - mi permetto di dire “poveracci” - ma, proprio allora, nel momento in cui ci sentiamo “poveracci”, non dovremo temere: perché in quel momento Dio ci darà un nome nuovo, che contiene il senso di tutta la nostra vita; ci cambierà il cuore e ci darà la benedizione riservata a chi si è lasciato cambiare da Lui.

DIO VEDE E AMA IL BELLO E IL BUONO CHE SIAMO, Omelia nel Corpus Domini, 14 giugno.

Il Signore guarisce questa memoria negativa, che porta sempre a galla le cose che non vanno e ci lascia in testa la triste idea che non siamo buoni a nulla, che facciamo solo errori, che siamo “sbagliati”. Gesù viene a dirci che non è così. Egli è contento di farsi intimo a noi e, ogni volta che lo riceviamo, ci ricorda che siamo preziosi: siamo gli invitati attesi al suo banchetto, i commensali che desidera. E non solo perché Lui è generoso, ma perché è davvero innamorato di noi: vede e ama il bello e il buono che siamo.

TUTTI APPARTENGONO A DIO, ANCHE I PEGGIORI PECCATORI, MALVAGI E CORROTTI. Udienza generale, 17 giugno.

Dio convoca Mosè alla rivelazione del roveto ardente: «“Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”. Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio» (Es 3,6). A Dio che parla, che lo invita a prendersi nuovamente cura del popolo d’Israele, Mosè oppone le sue paure, le sue obiezioni: non è degno di quella missione, non conosce il nome di Dio, non verrà creduto dagli israeliti, ha una lingua che balbetta... E così tante obiezioni. […] Mosè appare uomo come noi. E anche questo succede a noi: quando abbiamo dei dubbi, ma come possiamo pregare? Non ci viene di pregare. Ed è per questa sua debolezza, oltre che per la sua forza, che ne rimaniamo colpiti. […] Mosè non rinnega Dio, ma neppure rinnega il suo popolo. […]

Mosè non baratta il popolo. […] È un intercessore: per la sua gente, per la sua carne, per la sua storia, per il suo popolo e per Dio che lo ha chiamato. […] Tutti appartengono a Dio. I più brutti peccatori, la gente più malvagia, i dirigenti più corrotti, sono figli di Dio e Gesù sente questo e intercede per tutti.

 

 

venerabile SANDRA SABATTINI: "io scelgo te, signore, e basta!"

(n.19.08.1961 - m.02.05.1984) - Giovane ragazza dell'Associazione Papa Giovanni XXIII, vissuta con la sua famiglia nella nostra parrocchia.

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