redazione del 18 maggio 2020

ROSARIO CON GLI AMICI DELLA COMUNITA' PARROCCHIALE DI SAN GIROLAMO: MERCOLEDÌ 20 MAGGIO ORE 21:00

Cari amici di San Girolamo, nel mese di maggio di questo 2020, segnato dall'emergenza sanitaria tuttora in corso, desideriamo stringerci nell'abbraccio di quella comunione che stiamo scoprendo più intensa proprio attraverso questo distacco, una solitudine che ci sta unendo più di prima come alcuni di voi mi testimoniano intensamente.

Proponiamo di ritrovarci mercoledì 20 maggio ore 21:00  (sarà possibile collegarsi a partire dalle ore 20.45; chi desidera partecipare contatti don Roberto al cell.: 335 5301653): collegamento in videoconferenza per recitare il rosario e mettere in comune l'esperienza che stiamo vivendo in questo tempo drammatico e affascinante in cui siamo sfidati a riscoprire l'essenziale

Nuove disposizioni per liturgie e attività pastorali

Alla luce del nuovo Protocollo di intesa tra CEI e Governo firmato ieri, (in allegato il testo) e che  entra in azione da Lunedì  18 maggio a tempo indeterminato, intendiamo evidenziare e precisare alcuni aspetti.
Innanzitutto, il protocollo cerca di salvaguardare due aspetti entrambi importanti: la sicurezza sanitaria delle persone e la significatività della celebrazione liturgica. Ed è un segno di carità per le persone e di comunione ecclesiale che ciascuno si attenga a quanto indicato!

Tra e a esplicitazione delle disposizioni che potete leggere sul protocollo, richiamo alcuni aspetti

  1. Per la cura della celebrazione

Accanto al celebrante si preveda la presenza di qualche ministro (diaconi, accoliti, ministranti) che lo aiuti nella celebrazione.
È bene curare il canto, con un organista o strumentista, magari accompagnato da alcune persone che, però, mantengano la dovuta distanza tra loro.
È meglio non moltiplicare le messe (per poterle curare meglio) e in caso di un numero di persone in eccesso rispetto alla capienza della chiesa, preferire una celebrazione all'aperto, sempre garantendo la distanza di almeno un metro tra le persone.

È possibile la trasmissione della celebrazione in streaming per le persone malate impossibilitate a partecipare.

 

  1. Per le misure di sicurezza sanitaria
  • Sanificare con prodotti disinfettanti adeguati la chiesa, le panche e altri oggetti (maniglie, vasi, microfoni ...) prima di ogni celebrazione eucaristica (feriale o festiva)
  • Apporre alla porta della chiesa un cartello in cui indicare il numero di persone che la chiesa può accogliere, la necessità della mascherina e di purificarsi le mani con il gel predisposto accanto all'ingresso. Così pure l'invito a rimanere a casa per le persone che hanno sintomi influenzali o hanno avuto contatti con persone positive al covid-19 (Vedi cartello tipo in allegato)
  • Porre alla porta della chiesa uno o piu incaricati che accolgano le persone, le orientino ad occupare i posti previsti e impediscano l'accesso quando si è raggiunto il numero sufficiente per la capienza di posti.
  • Tutti i presenti siano disposti a sedere ad almeno un metro di distanza di lato e difronte. Così pure il celebrante e le persone che fanno servizio all'altare (diaconi, accoliti, ministranti) mantengano la distanza di almeno un metro tra loro.
  • Il celebrante alla preghiera eucaristica copra il calice con la "palla" per evitare gocce di saliva nel vino
  • Si eviti lo scambio della pace con le mani, magari sostituito con un segno a distanza.
  • Il celebrante e i ministri che distribuiscono la comunione utilizzino i guanti monouso e appoggino la particola consacrata sulle mani ai fedeli che vengono in processione a debita distanza tra loro.
  • Si eviti la ressa all'uscita della chiesa, mantenendo le dovute distanze tra le persone.

 

  1. Per i funerali: ci si attiene alle stesse indicazioni che per le liturgie eucaristiche (ossia distanze di 1 metro tra le persone, mascherina, numero di persone a seconda della capienza della chiesa)

 

  1. Con le stesse precauzioni, si possono celebrare i battesimi e matrimoni

 

  1. Altre iniziative pastorali

In questa fase 2 della pandemia, per evitare contagi,

  • non è possibile fare la benedizione delle famiglie, né incontri pastorali in parrocchia (anche per piccoli gruppi).
  • Così pure, non si può riprendere il catechismo, ma solo curare il rapporto coi ragazzi in altre forme. Si presume che la catechesi riprenderà a settembre contestualmente alla riapertura scolastica.
  • In merito alle attività estive (centro estivo, campeggi, oratorio) sta per uscire un regolamento regionale, frutto anche di un confronto con le esigenze delle associazioni e realtà educative cattoliche.
  • Per la visita e la comunione o unzione ai malati vada solo il sacerdote, dietro richiesta del malato o dei suoi familiari.

Per eventuali chiarificazioni sono a vostra disposizione

Il Vicario Generale
Don Maurizio Fabbri

 

Rimini, 9 maggio 2020


papa francesco: «L’incontro tra la nostra inquietudine e la sete di Dio»

“Il nocciolo del cristianesimo è un incontro”. Non è un’esperienza riservata a un’élite di puri, non è una dottrina o un’etica, ma un incontro tra l’inquietudine del cuore umano e Gesù. Dio stesso “ha sete dell’incontro”, che può accadere, imprevedibilmente, ad ogni uomo ed ogni donna, in qualsiasi situazione si trovi.

Omelia, 26 aprile.

Il cristianesimo non è solo una dottrina, non è un modo di comportarsi, non è una cultura. Sì, è tutto questo, ma più importante e per primo, è un incontro. Una persona è cristiana perché ha incontrato Gesù Cristo, si è lasciata incontrare da Lui. […] Noi siamo nati con un seme di inquietudine. […] Inquietudine di trovare pienezza, inquietudine di trovare Dio, tante volte anche senza sapere che noi abbiamo questa inquietudine. Il nostro cuore è inquieto, il nostro cuore ha sete: sete dell’incontro con Dio. Lo cerca, tante volte per strade sbagliate: si perde, poi torna, lo cerca… Dall’altra parte, Dio ha sete dell’incontro, a tal punto che ha inviato Gesù per incontrarci, per venire incontro a questa inquietudine. […] Il nocciolo del cristianesimo è un incontro: è l’incontro con Gesù.

Omelia, 27 aprile.

Tante volte noi nella vita incominciamo una strada alla sequela di Gesù, dietro Gesù, con i valori del Vangelo, e a metà strada ci viene un’altra idea, vediamo qualche segnale e ci allontaniamo e ci conformiamo con una cosa più temporale, più materiale, più mondana – può darsi – e perdiamo la memoria di quel primo entusiasmo che abbiamo avuto quando sentivamo parlare Gesù. Il Signore fa tornare sempre al primo incontro, al primo momento nel quale Lui ci ha guardato, ci ha parlato e ha fatto nascere dentro di noi la voglia di seguirlo.

Omelia, 7 maggio.

Il cristianesimo è una dottrina, sì, ma non solo. Non sono solo le cose che noi crediamo, è una storia che porta questa dottrina che è la promessa di Dio, l’alleanza di Dio, essere eletti da Dio. Il cristianesimo non è solo un’etica. Sì, è vero, ha dei princìpi morali, ma non si è cristiani soltanto con una visione di etica. È di più. Il cristianesimo non è un’élite di gente scelta per la verità. Questo senso elitario che poi va avanti nella Chiesa, no? Per esempio, io sono di quella istituzione, io appartengo a questo movimento che è meglio del tuo, a questo, a quell’altro... […] No, il cristianesimo non è questo: il cristianesimo è appartenenza a un popolo, a un popolo scelto da Dio gratuitamente. Se noi non abbiamo questa coscienza di appartenenza a un popolo, saremo cristiani ideologici, con una dottrina piccolina di affermazione di verità, con un’etica, con una morale – sta bene – o con un’élite. […] Se qualcuno mi domandasse: “Qual è per lei la deviazione dei cristiani oggi e sempre? Quale sarebbe per lei la deviazione più pericolosa dei cristiani?”, io direi senza dubitare: la mancanza di memoria di appartenenza a un popolo. Quando manca questo vengono i dogmatismi, i moralismi, gli eticismi, i movimenti elitari.