PARROCCHIA  DI   SAN GIROLAMO

DIOCESI DI RIMINI








ultimo aggiornamento: 7   marzo 2021

E' POSSIBILE UNA SPERANZA NEL TEMPO CHE STIAMO VIVENDO?


          Nei primi due dialoghi, vissuti nelle serate in cui ci siamo ritrovati, in questo tempo quaresimale è emersa una intensa esperienza di Comunità, con la scoperta di legami che fioriscono tra persone che hanno età e sensibilità diverse, che non si frequentano abitualmente e che non hanno le stesse idee. Si tratta di una esperienza che, proprio in questo tempo di distanziamento, ci lega in rapporti che ci aprono agli altri e sui quali vogliamo investire. Nel desiderio di approfondire questa esperienza, nel prossimo ritrovo metteremo a tema l'Enciclica di Papa Francesco "Fratelli tutti", che un'amica del Consiglio Pastorale ci presenterà brevemente introducendo così il dialogo, in cui terremo presenti gli incontri e gli interventi del Papa in Iraq.

Proponiamo di continuare questo percorso ritrovandoci

giovedì 11 marzo alle ore 21 in collegamento zoom al seguente link:


https://us02web.zoom.us/j/81623370923?pwd=eUk3VkRuVEdFa2JGVHFEaExEZHpidz09


 

In memoria di Yvonne Valpondi (31 maggio 1922 - 15 febbraio 2021)

venerabile SANDRA SABATTINI: "io scelgo te, Signore, e basta!"

(n.19.08.1961 - m.02.05.1984) - Giovane ragazza dell'Associazione Papa Giovanni XXIII, vissuta con la sua famiglia nella nostra parrocchia.

link utili

SANT'AGOSTINO

parrocchia di zona pastorale

 

le   notizie pubblicate precedentemente

Quei due (cfr. Gv 1,35-42) […] vanno dietro a Gesù. Lui se ne accorge e chiede: «Che cosa cercate?», e loro gli domandano: «Maestro, dove dimori?» (v. 38). Gesù […] dice: «Venite e vedrete» (v. 39). Non un biglietto da visita, ma l’invito a un incontro. I due lo seguono e quel pomeriggio rimangono con Lui. […] Avvertono la bellezza di parole che rispondono alla loro speranza più grande. E all’improvviso scoprono che […] esplode la luce che solo Dio può donare. [...] Uno di loro, sessant’anni dopo, o forse di più, scrisse nel Vangelo: «Erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,39) […] Tanti anni dopo, si ricordavano anche l’ora, non avevano potuto dimenticare questo incontro così felice, così pieno, che aveva cambiato la loro vita. Poi, quando escono da questo incontro e ritornano dai loro fratelli, questa gioia, questa luce straripa dai loro cuori come un fiume in piena. Uno dei due, Andrea, dice al fratello Simone – che Gesù chiamerà Pietro quando lo incontrerà –: «Abbiamo trovato il Messia» (v. 41). Sono usciti sicuri che Gesù era il Messia, certi.

(Papa Francesco, Angelus, 17 gennaio)

Papa Francesco:

IL CORAGGIO DI ALZARE GLI OCCHI E GUARDARE LE STELLE

  

  

  

papa Francesco: precedenti inserti

NON CI SALVANO I FIORETTI MA LA GRAZIA DI UN RAPPORTO

La Quaresima non è una raccolta di fioretti, è discernere dove è orientato il cuore. Questo è il centro della Quaresima: dove è orientato il mio cuore? […] Il viaggio della Quaresima è un esodo, è un esodo dalla schiavitù alla libertà. Sono quaranta giorni che ricordano i quarant’anni in cui il popolo di Dio viaggiò nel deserto per tornare alla terra di origine. […] Ci domandiamo: come procedere allora nel cammino verso Dio? Ci aiutano i viaggi di ritorno che la Parola di Dio ci racconta. Guardiamo al figlio prodigo e capiamo che pure per noi è tempo di ritornare al Padre. Come quel figlio, anche noi […] siamo caduti: siamo figli che cadono in continuazione […]. È il perdono del Padre che ci rimette sempre in piedi. […] Abbiamo bisogno di ritornare a Gesù, di fare come quel lebbroso risanato che tornò a ringraziarlo. In dieci erano stati guariti, ma lui solo fu anche salvato, perché era tornato da Gesù (cfr. Lc 17,12-19). […] Ci serve la guarigione di Gesù, serve mettergli davanti le nostre ferite e dirgli: “Gesù, sono qui davanti a Te, con il mio peccato, con le mie miserie. Tu sei il medico, Tu puoi liberarmi. Guarisci il mio cuore”. […] Questo nostro viaggio di ritorno a Dio è possibile solo perché c’è stato il suo viaggio di andata verso di noi. Altrimenti non sarebbe stato possibile. Prima che noi andassimo da Lui, Lui è sceso verso di noi. […] A farci ritornare a Lui non sono le nostre capacità e i nostri meriti da ostentare, ma la sua grazia da accogliere. Ci salva la grazia, la salvezza è pura grazia, pura gratuità. Gesù ce l’ha detto chiaramente nel Vangelo: a renderci giusti non è la giustizia che pratichiamo davanti agli uomini, ma la relazione sincera con il Padre. L’inizio del ritorno a Dio è riconoscerci bisognosi di Lui, bisognosi di misericordia bisognosi della sua grazia.

L’ANNUNCIO È UNA PERSONA

          Il cuore del mistero è il kerygma, e il kerygma è una persona: Gesù Cristo. La catechesi è uno spazio privilegiato per favorire l’incontro personale con Lui. Perciò va intessuta di relazioni personali. Non c’è vera catechesi senza la testimonianza di uomini e donne in carne e ossa.  

«LE QUATTRO DEL POMERIGGIO»
Papa Francesco, Angelus, 17 gennaio.

Nell’esperienza dei primi due è indicata la strada per tutti: Gesù non offre “un biglietto da visita, ma l’invito a un incontro”, che “cambia la vita” e accade in un momento di cui si ricorda precisamente l’ora.
Quei due (cfr. Gv 1,35-42) […] vanno dietro a Gesù. Lui se ne accorge e chiede: «Che cosa cercate?», e loro gli domandano: «Maestro, dove dimori?» (v. 38). Gesù […] dice: «Venite e vedrete» (v. 39). Non un biglietto da visita, ma l’invito a un incontro. I due lo seguono e quel pomeriggio rimangono con Lui. […] Avvertono la bellezza di parole che rispondono alla loro speranza più grande. E all’improvviso scoprono che […] esplode la luce che solo Dio può donare. Una cosa che attira l’attenzione: uno di loro, sessant’anni dopo, o forse di più, scrisse nel Vangelo: «Erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,39) […] Tanti anni dopo, si ricordavano anche l’ora, non avevano potuto dimenticare questo incontro così felice, così pieno, che aveva cambiato la loro vita. Poi, quando escono da questo incontro e ritornano dai loro fratelli, questa gioia, questa luce straripa dai loro cuori come un fiume in piena. Uno dei due, Andrea, dice al fratello Simone – che Gesù chiamerà Pietro quando lo incontrerà –: «Abbiamo trovato il Messia» (v. 41). Sono usciti sicuri che Gesù era il Messia, certi.

 

 


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