PARROCCHIA  DI   SAN GIROLAMo

DIOCESI DI RIMINI








ultimo aggiornamento:  23 maggio 2020

UNA SFIDA TOTALMENTE LAICA E PER QUESTO AUTENTICAMENTE RELIGIOSA

Lettera di don Roberto agli amici e alle amiche della Comunità parrocchiale di San Girolamo

Nota dei Vescovi dell'Emilia Romagna

La ripresa delle liturgie comunitarie: prudenza e speranza

          Cari amici, ora le nostre comunità possono riprendere le celebrazioni liturgiche assembleari, nei limiti del Protocollo firmato il 7 maggio scorso dal Ministero dell’Interno e dalla Conferenza Episcopale Italiana. È un passaggio delicato ed atteso, ....leggi la nota....

ORARIO SANTE MESSE fino AL 31 MAGGIO


LUNEDÌ, MERCOLEDÌ, VENERDÌ ALLE ORE 8:00 IN CRIPTA

MARTEDÌ GIOVEDÌ ALLE ORE 18:30 IN CRIPTA

SABATO  PREFESTIVO ALLE ORE 18:30 IN CHIESA

DOMENICA ALLE ORE 9:00 - 11:00 - 18:30 IN CHIESA

Gli ambienti della chiesa e della cripta di San Girolamo sono stati sanificati da una ditta specializzata secondo le norme in vigore nell'attuale emergenza sanitaria. La sanificazione generale verrà periodicamente ripetuta dalla stessa ditta, mentre un gruppo di volontari provvede alla sanificazione dopo ogni celebrazione.

Le disposizioni per le celebrazioni liturgiche nella chiesa di San Girolamo:

  

L'INCONTRO CON LO SGUARDO DI CRISTO

Messaggio del Papa inviato alle Pontificie Opere Missionarie

  • La salvezza è l’incontro con Gesù, che ci vuole bene e ci perdona, inviandoci lo Spirito che ci consola e ci difende. La salvezza non è la conseguenza delle nostre iniziative missionarie, e nemmeno dei nostri discorsi sull’incarnazione del Verbo. La salvezza per ognuno può accadere solo attraverso lo sguardo dell’incontro con Lui, che ci chiama.
  • Il mistero della Redenzione è entrato e continua a operare nel mondo attraverso un’attrattiva, che può avvincere il cuore degli uomini e delle donne perché è e appare più attraente delle seduzioni che fanno presa sull’egoismo, conseguenza del peccato. La Chiesa – ha affermato Papa Benedetto XVI – cresce nel mondo per attrazione e non per proselitismo. Se si segue Gesù felici di essere attratti da lui, gli altri se ne accorgono. E possono stupirsene.
  • La gioia di annunciare il Vangelo brilla sempre sullo sfondo di una memoria grata. Gli Apostoli non hanno mai dimenticato il momento in cui Gesù toccò loro il cuore: «Erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,39).
  • La Chiesa non è una dogana, e chi in qualsiasi modo partecipa alla missione della Chiesa è chiamato a non aggiungere pesi inutili sulle vite già affaticate delle persone, a non imporre cammini di formazione sofisticati e affannosi per godere di ciò che il Signore dona con facilità. Non mettere ostacoli al desiderio di Gesù, che prega per ognuno di noi e vuole guarire tutti, salvare tutti.
    Gesù ha incontrato i suoi primi discepoli sulle rive del lago di Galilea, mentre erano intenti al loro lavoro. Non li ha incontrati a un convegno, o a un seminario di formazione, o al tempio. Da sempre, l’annuncio di salvezza di Gesù raggiunge le persone lì dove sono e così come sono, nelle loro vite in atto.
  • Il lavoro dello Spirito Santo dota il Popolo dei fedeli di un “istinto” della fede – il sensus fidei – che lo aiuta a non sbagliare quando crede le cose di Dio, anche se non conosce ragionamenti e formule teologiche per definire i doni che sperimenta. Il mistero del popolo pellegrino, che con la sua spiritualità popolare cammina verso i santuari e si affida a Gesù, a Maria e ai santi, attinge e si mostra connaturale alla libera e gratuita iniziativa di Dio, senza dover seguire piani di mobilitazione pastorale.
  • Ogni slancio missionario, se è mosso dallo Spirito Santo, manifesta la predilezione per i poveri e i piccoli come segno e riflesso della preferenza del Signore verso di loro.
    La predilezione per i poveri non è per la Chiesa un’opzione facoltativa.
  • Nella Chiesa anche gli elementi strutturali permanenti – come i sacramenti, il sacerdozio e la successione apostolica – vanno continuamente ricreati dallo Spirito Santo, e non sono a disposizione della Chiesa come un oggetto di possesso acquisito (cfr. CARD.J. RATZINGER, I movimenti ecclesiali e la loro collocazione teologica. Intervento al Convegno mondiale dei movimenti ecclesiali, Roma, 27-29 maggio 1998).
  • Organizzazioni ed entità ecclesiastiche, al di là delle buone intenzioni dei singoli, finiscono talvolta per ripiegarsi su sé stesse, dedicando energie e attenzioni soprattutto alla propria auto-promozione e alla celebrazione in chiave pubblicitaria delle proprie iniziative. Altre sembrano dominate dall’ossessione di ridefinire continuamente la propria rilevanza e i propri spazi in seno alla Chiesa, con la giustificazione di voler rilanciare al meglio la propria missione. Per queste vie – ha detto una volta l’allora Cardinale Joseph Ratzinger – si alimenta anche l’idea ingannevole che una persona sia tanto più cristiana quanto più è impegnata in strutture intra-ecclesiali, mentre in realtà quasi tutti i battezzati vivono la fede, la speranza e la carità nelle loro vite ordinarie, senza essere mai comparsi in comitati ecclesiastici e senza occuparsi degli ultimi sviluppi di politica ecclesiastica (cfr. Una compagnia sempre riformanda, Conferenza al Meeting di Rimini, 1 settembre 1990).
  • Una Chiesa che ha paura di affidarsi alla grazia di Cristo e punta sull’efficientismo degli apparati è già morta, anche se le strutture e i programmi a favore dei chierici e dei laici “autooccupati” dovessero durare ancora per secoli.
  • Occorre dare risposte a domande ed esigenze reali, più che formulare e moltiplicare proposte. Forse nel corpo a corpo con la vita in atto, e non dai cenacoli chiusi, o dalle analisi teoriche sulle proprie dinamiche interne, possono arrivare anche intuizioni utili per cambiare e migliorare le proprie procedure operative, adattandole ai diversi contesti e alle diverse circostanze.
    Anche nella circostanza del flagello della pandemia si avverte dovunque il desiderio di incontrare e rimanere vicino a tutto ciò che è semplicemente Chiesa. Cercate pure nuove strade, nuove forme per il vostro servizio; ma, nel fare questo, non serve complicare ciò che è semplice.
  • Per favore, nella preghiera chiedete per prima cosa che il Signore ci renda tutti più pronti a cogliere i segni del suo operare, per poi indicarli a tutto il mondo.



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venerabile SANDRA SABATTINI: "io scelgo te, signore, e basta!"

(n.19.08.1961 - m.02.05.1984) - Giovane ragazza dell'Associazione Papa Giovanni XXIII, vissuta con la sua famiglia nella nostra parrocchia.

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